Beux ribadisce: la giustificazione va fatta.

Crea: 18/11/2015 - 13:04

"La giustificazione va fatta: noi la si deve pretendere, sia per le persone che esponiamo che per noi stessi; chi ha responsabilità gestionali la deve garantire. Chi non fosse d'accordo sarebbe contra legem e, ancor più, contro la deontologia".

Con la Circolare 49/2015 del 17 novembre, il Presidente della Federazione, Alessando Beux, invita i Presidenti di Collegio a inviare una nota ai Governatori, agli Assessori alla Salute, ai Direttori generali e sanitari, ai Direttori delle Direzioni/Dipartimenti delle professioni sanitarie, nonché ai Direttori delle Strutture complesse/Unità operative di Radiologia.

"...gli obiettivi della nota sono due:

1. richiedere a chi ha responsabilità di politica sanitaria e gestionali di garantire modalità organizzative che consentano di operare in un contesto sicuro e incontestabile;

2. richiedere un incontro all'interno del quale presentare le motivazioni alla base delle nostre forti perplessità nei confronti delle linee guida appena esitate. É importante che tutti ci si muova in modo tempestivo, coordinato e capillare, al fine di evitare che anche questa volta nel nostro Paese si confermi la prassi per la quale si scrivono delle cose per poi continuare a farne delle altre.

Oltre che ai tavoli istituzionali (mai abbandonati!), sulle bozze proposteci dal Ministero, per ben tre volte il nostro gruppo professionale si è civilmente e rispettosamente fatto sentire, argomentando: 2 ottobre 2014, 29 maggio e 7 luglio 2015.

Ci hanno ignorati, ma noi continueremo a sottoporre le nostre argomentazioni, che col passare dei giorni stanno diventando quelle di molti, anche amministratori, anche radiologi. Nelle more di conoscere l'esito dei ricorsi avversi alle linee guida pubblicate e in attesa che anche gli altri, venendone a conoscenza, leggendole, ragionandoci e, soprattutto, provando ad applicarle ci raggiungano sulle posizioni di più di un anno fa, su suggerimento e col parere dei legali, giovedì scorso abbiamo fornito chiare indicazioni ai TTSSRM sui temi giustificazione e gravidanza.

Tali indicazioni avevano e hanno il duplice scopo di (a) garantire alle persone esposte quanto a loro tutela è previsto dalla normativa vigente e (b) mettere in sicurezza i colleghi: se prima di esporre il tecnico di radiologia verifica l'avvenuta giustificazione e, in caso di esame giustificato per una donna, lo stato di gravidanza, sia la persona esposta che il TSRM sono protetti dai rischi biologici, disciplinari, civili e penali.

A chi in tali indicazioni ha intravisto un contrasto con quanto deliberato in occasione dell'ultimo Consiglio nazionale straordinario, facciamo notare che le linee guida sono una cosa, la giustificazione un'altra. Nei confronti delle prime siamo sempre stati critici, sin dall'ottobre 2014. Nei confronti della seconda sempre a favore, non solo perché prevista dalla legge (ricordate leposizioni assunte all'indomani di Marlia, quando da subito si chiarì l'imprescindibilità della giustificazione, proponendo quella preliminare per tutti i casi per i quali è possibile, affinché quelli da giustificarsi da parte del radiologo possano essere ridimensionati ad un numero realmente gestibile?).

La giustificazione va fatta: noi la si deve pretendere, sia per le persone che esponiamo che per noi stessi; chi ha responsabilità gestionali la deve garantire. Chi non fosse d'accordo sarebbe contra legem e, ancor più, contro la deontologia.

Infine, consentiteci una considerazione meno tecnica, ma che potrebbe rivelarsi determinante: si diventa e si rimane Professione solo se coloro che vi appartengono credono nel loro valore e in quello del loro contributo professionale. Più che la forma, è la sostanza che cambia le cose. Se 27.500 TTSSRM andassero nei posti di lavoro con tale convinzione e con la conseguente determinazione, in pochi mesi si prenderebbero quel che qualcuno gli preclude da tempo. Le squadre vincono anche perché sono convinte di poterlo fare. Senza tale convinzione si perde, anche in presenza di qualità. Non lasciamo che chi ha interesse a che ciò accada ci induca a ridurre la nostra autostima e insinui la rassegnazione, soprattutto nei colleghi più giovani, il nostro futuro, il futuro della Professione.

Cordiali saluti.

Il Presidente (TSRM Dott. Alessandro Beux)"

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Coordinamento regionale Collegi TSRM Puglia